E la mattina dopo quella notte tutti e due sapevamo che non ce ne sarebbe stata un’altra uguale. Che io non potevo farla soffrire come lei ne aveva bisogno a meno di non fingere, e lei, anche se forse voleva crederci, non avrebbe resistito più di qualche ora con l’amore inequivocabile che io ho da dare. Perché dopo qualche ora lei comincia a sentirsi inquieta. Cerca di nasconderlo, ma io, con i miei sensi troppo acuti, colgo lo sguardo fuggente. La spalla che si raffredda. E questo mi svigorisce, mi porta a temere di perderla. E allora divento ancora più inequivocabile. L’amo ancora di più. Non sono così con nessun’altra donna. Solo con lei. Ma lei non riesce ad accettarlo. Non da me. Non a lungo. e neanch’io posso, a lungo, svigorirmi. Questo è il nostro cerchio. Un cerchio che, comunque lo rigiriamo, resterà sempre chiuso tenendoci prigionieri finché non saremo costretti a sfondarlo per scappare.
—La simmetria dei desideri - Eshkol Nevo